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ARCHIVIO DIARISTICO NAZIONALE DI PIEVE SANTO STEFANO: L’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano è un archivio pubblico che raccoglie documenti cartacei italiani in forma diaristica, epistolare e memorialistica autobiografica.

L’archivio viene fondato nel 1984 nella biblioteca comunale di Pieve Santo Stefano, quasi al confine fra Toscana, Umbria e Romagna, su iniziativa di Saverio Tutino e dietro autorizzazione dell’allora sindaco Pietro Minelli[1]. Contemporaneamente, per incentivare l’afflusso di testi si organizza il Premio Pieve di Santo Stefano per diari, memorie, epistolari inediti, divenuto successivamente archivio Pieve Saverio Tutino. Da quel momento la città ospita un archivio pubblico che raccoglie scritti autobiografici di gente comune in cui si riflettono, in varie forme, la vita di tutti e la storia d’Italia: sono diari, epistolari, memorie dell’esistenza personale. L’archivio conserva oltre 8.000 testi tra diari, memorie ed epistolari.

Nel 2013 è stato fondato il Piccolo museo del diario, contenente testi autobiografici digitalizzati conservati nell’Archivio. Chiunque possegga uno scritto inedito (in originale o in copia) può spedirlo all’Archivio scegliendo di depositarlo oppure di farlo concorrere all’annuale Premio Pieve Saverio Tutino. La selezione del materiale che perviene per il concorso è affidata ad una commissione di lettura composta da persone del luogo che durante tutto l’anno leggono e discutono sui diari, le memorie e le raccolte epistolari che giungono a Pieve Santo Stefano. Questa commissione sceglie fra i cento testi ammessi ogni anno al concorso la rosa degli otto finalisti che vengono poi passati alla giuria nazionale.

FONDAZIONE MIdA: La Fondazione MIdA Musei Integrati dell’Ambiente è costituita dalla Regione Campania, la Provincia di Salerno ed i comuni di Auletta e Pertosa. Nasce con il fine di valorizzare la ricchezza di questo territorio unico nel suo genere, dando vita a iniziative senza fini di lucro, mirate a promuoverne le risorse ambientali e culturali. La Fondazione gestisce diversi siti. In primo luogo le Grotte di Pertosa-Auletta, quindi una sede museale (MIdA 01) che permette di scoprire la storia geologica del luogo, indagando le profondità della terra attraverso l’esplorazione diretta delle Grotte. In prossimità delle Grotte vi è anche un Museo Botanico (MIdA02), dedicato alla flora spontanea del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Ulteriori spazi espositivi della Fondazione si trovano nella suggestiva località di Auletta, dove oltre al Complesso Monumentale dello “Jesus” (MIdA 03), sede amministrativa della Fondazione, è presente il ”Parco Urbano a Ruderi” (MIdA 04) che è costituito dalla parte del borgo antico del Comune di Auletta che affaccia sulla rupe del torrente Cretazzaro.

OSSERVATORIO SUL DOPOSISMA: L’Osservatorio permanente sul doposisma riannoda il filo della memoria dei luoghi colpiti dal sisma del 23 novembre 1980 allargandola agli altri terremoti italiani che hanno subìto analoghi fenomeni distruttivi.

L’Osservatorio indaga e analizza le successive trasformazioni sociali, ambientali, economiche, promuovendo – attraverso l’elargizione di borse di studio – l’analisi e la ricerca scientifica in diverse discipline. L’Osservatorio – diretto da Antonello Caporale – è totalmente finanziato dalla Fondazione MIdA che destina allo scopo, in coerenza con gli obiettivi statutari, parte dei proventi derivanti dalle proprie attività. L’Osservatorio indaga e analizza le successive trasformazioni sociali, ambientali, economiche, promuovendo – attraverso borse di studio, call for papers, workshop e rubriche on line – l’analisi e la ricerca scientifica in diverse discipline; è una struttura di ricerca che intende custodire il valore della memoria, ma soprattutto produrre, di anno in anno, temi di discussione, elementi capaci di sviluppare dibattito a livello nazionale, indagini tese ad esplorare il “nuovo mai indagato”.

DiARC – DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA FEDERICO II: Il Dipartimento di Architettura eredita la tradizione scientifica e disciplinare, ormai quasi secolare, della Scuola superiore di Architettura, istituita nel 1928 per iniziativa del presidente dell’Accademia di Belle Arti Mattia Limoncelli con la direzione di Raimondo d’Aronco e poi definitivamente regolarizzata nell’anno accademico 1930-31.

Sorta in stretta analogia e dipendenza dal modello della Scuola superiore di architettura di Roma (fondata da Gustavo Giovannoni nel 1919), la Scuola vede nei suoi primi anni di attività una forte impronta romana nei suoi docenti e nel suo direttore, Alberto Calza Bini, che la reggerà ininterrottamente dal 1930 al 1944. Nel 1935 la Scuola, in ottemperanza alle disposizioni di legge, si trasforma in Facoltà di Architettura annessa all’Università degli Studi di Napoli. Il 15 febbraio 2013, in ottemperanza al riassetto dell’ordinamento universitario sancito dalla legge n. 240 del 30/12/2010, la Facoltà cessa la sua esistenza, trasferendo quasi in toto le proprie competenze al Dipartimento di Architettura, con l’esclusione delle discipline di carattere ingegneristico, il Dipartimento di Architettura raccoglie dunque pienamente l’eredità culturale e scientifica di quasi un secolo di storia dell’architettura napoletana, proiettandosi idealmente verso il futuro.

Il DiARC promuove e gestisce rapporti di carattere scientifico e formativo con Dipartimenti, Centri e Istituzioni culturali nazionali e internazionali.